12 Agosto 2017 – Una lunga giornata

L’aver dormito di più rispetto agli altri giorni mi porta ad essere più riposato ma il sonno e la stanchezza sono sempre presenti.

Per arrivare il prima possibile al ritrovo fuori dal convento oggi faccio una grandissima rinuncia: non mi metto le lenti e esco con gli occhiali! Ebbene si, mi vedranno tutti con gli occhiali cosa che in estate è molto ma molto raro.

La colazione oggi è un po’ prima del solito e  al ritrovo siamo solo e Nick e mentre, di solito, aprivo io il portone, oggi Nick mi ha battuto sul tempo di pochissimo e ha aperto lui.

Siamo al bar io, Nick e Petra. Chiedo quello che ormai è il solito: the e sfoglia.

Siamo al convento e corro a mettermi le lenti e nel mentre c’è un autobus fuori che ci sta aspettando per poi portarci a Sant’Anna.

Armato di computer e Ipad sono pronto per andare al punto di ritrovo.

Ci sediamo ai tavolini del bar per finire il discorso ma alla fine, visto che io avevo già scritto il discorso di ieri sera e che siamo già abbastanza, me ne tiro fuori e lascio finire loro.

La cerimonia è bellissima, moltissime persone riempiono il giardino davanti la chiesa. I vari sindaci dei comuni della Toscana seguiti dai gonfalonieri con lo stemma del proprio comune. C’è anche lo stemma della provincia di Lucca.

È il momento di salire all’Ossario perché la cerimonia continua lassù. Parte tutta la parata con i vari gonfalonieri e i sindaci.

Mi aggiungo una volta che sono passati tutti.

All’arrivo iniziano tutti i discorsi. Sono intervenuti: Enrico Mancini,  il senatore Andrea Marcucci, Maurizio Verona, ,Vittorio Bugli, Vadim Tkhor il  primo segretario dell’Ambasciata Russa in Italia, Irmgard Maria Fellner dall’ambasciata tedesca e Alexander Zvyacincev il vice procuratore generale della Russia.

È arrivato il momento del nostro intervento. Parte Arbina Dika con il discorso in italiano. Si sente che è molto emozionata nel leggerlo. Il discorso, da lei ideato, è molto bello ed emozionante.

Subito dopo parte Julian Kufferath Sieberin con il discorso in tedesco.

Purtroppo non ci capendo nulla del suo discorso ma sono certo che anche questo è molto bello.

La cerimonia è terminata e ora ci aspetta il pranzo da Enrico Pieri.

Siamo a tavola. Un mix tra tedeschi e italiani e in più molte altre persone.

A tavola con noi, dietro di me, c’è anche Irmgard Maria Fellner. Accanto a me, invece, si siede l’avvocatessa Gabriele Heinecke. Faccio due chiacchiere con lei e nonostante tutto quello che ha fatto nella sua vita  che la porta ad essere una persona da prendere come esempio , con me è stata molto gentile e simpatica ed è anche una persona molto tranquilla.

Mi faccio anche qualche bicchiere di vino soprattutto, in compagnia, con il mio caro compagno di bevuta-traduttore personale Julian.

Tra due discorsi, qualche risata e vari bicchieri di vino ci ritroviamo alla fine del pranzo e fa un intervento Eberhard Frasch. Ringrazia i membri del campo e il museo di Sant’Anna, a nome dell’iniziativa. Ringrazia facendo loro un dono per il lavoro che hanno svolto : Gabriele Heinecke; Fabrizio, il nostro cuoco; Enrico e Mario per tutto il tempo che ci hanno dedicato;  Petra, Helena, Wendelin e Giulia; L’artista Irene Lupi; Michele Morabito, sindaco del Comune di Stazzema; Irmgard Maria Fellner, dell’ambasciata tedesca a Roma; Simone Caponera e Simone Tonini, responsabili del museo; E alla fine, non meno importante, Christina Gohle, per essersi impegnata scrivendo regolarmente il suo blog.

Siamo prossimi alla partenza e tra i vari saluti e abbracci ci sono anche delle lacrime. Lacrime che vengono spontaneamente. lacrime che indicano la fine di un percorso unico e indimenticabile che vorrei non finisse più. dove ho conosciuto persone bellissime e speciali.

Al ritorno al convento c’è un momento di riposo.

Ci ritroviamo per l’ultima volta insieme per vedere i nostri lavori svolti, per parlare di quello che abbiamo provato e per dare una conclusione a questa esperienza.

Una riflessione personale sul mio percorso: da studente di un tecnico CAT (istituto tecnico tecnologico indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio) devo dire che ero un po’ fuori luogo. Le cose fatte li non rientravano molto con il mio percorso didattico,  non avevo conoscenza della lingua tedesca e a malapena so un po’ di inglese e essendo passato ora in quinta non ho ancora studiato la seconda guerra mondiale però, nonostante tutto, ritengo che questa sia stata, per me, un’esperienza unica. Ho imparato cose nuove, sono migliorato interiormente ed è cambiato molto il mio modo di pensare. E questa e una cosa che consiglio di fare, almeno una volta nella vita, a tutti.

Ci spostiamo nel refettorio dove Irene ci mostra il video fatto da lei, su cui ha lavorato in questi giorni.

Il poco tempo ci porta a fare veloce. Stasera ci aspetta una cena alla croce verde.

Tutti in tiro e belli profumati siamo pronti per andare.

Ultima cena, un’atmosfera di serenità, ottimo cibo e del buon vino.

 

Si mangia e si beve, condividendo e ricordando momenti di questi giorni, ridendo e scherzando tutti insieme. Tra un goccino e l’altro la nostra lucidità ci stava sempre più abbandonando. Tra parole nuove come: Weinschorle, per indicare il vino con acqua frizzante ( una cosa che se faccio a casa mia mi buttano fuori!!).  la spiegazione di “un goccino” e il: “ avremo tempo di riposarci quando saremo morti” o “Schlafen kann man wenn man tot ist”, in tedesco.

 

Sapere che quella sarebbe stata l’ultima notte ci porta a voler utilizzare fino all’ultimo minuto per stare in compagnia. Le risate non mancano ma nemmeno le promesse. Già io e Julian ci siamo promessi che se mai andrò in Germania lo devo chiamare e si va a bere birra(Anche se a me non piace) visto che io , qua in Italia, l’ho riempito per bene di vino. Non ti preoccupare Julian perché io cercherò di venire in tutti i modi il prima possibile, questa è una promessa.

Per i tedeschi è un po’ più difficile rimanere svegli fino a tardi per via che a loro, a differenza nostra, sarebbe toccato fare un lunghissimo viaggio in treno con molti cambi.

Mi faccio l’ultima bevuta e visto il mio stato per sbaglio torno al convento con il bicchiere del bar in mano.

 

Nella cucina del convento trovo Helena, Nick e altri alle prese con

 

la preparazione delle cose da mangiare durante il viaggio.

 

Notte tarda. Nonostante l’ora siamo fuori a fare le ultime chiacchiere, insieme, sotto il cielo stellato. Decido di ritirami nella mia stanza, visto l’ora e la stanchezza, saluto e auguro la buonanotte.

11 Agosto 2017 – La Fiaccolata

Mi sento in dovere di ringraziare un gruppetto di anziani che sta chiacchierando sotto la mia finestra. Grazie mille, sono solo le 6:30 di mattina e sono andato a letto alle 4:30. Ma tranquilli! anzi, se volete, vi porto volentieri qualcosa da bere o da mangiare.

sono in uno stato di semi-coscienza e sto cercando di trovare la voglia di alzarmi dal letto. Com’è che si dice:” la notte leoni e la mattina…  “

Ogni mattina è sempre più dura, vado a letto così tardi e mi sveglio così presto che, a volte, mi sembra di incontrarmi nella tragitto che va dal mio letto e arriva al bagno.

Come ormai stiamo facendo da molte mattine:colazione al bar.

Questa mattina siamo solo in 3 più Petra.. Alla fine, secondo me, se si continua così, a fare colazione ci andrà solo Petra.

Decido di cambiare: per me un caffè e una sfoglia, grazie.

Con così poche ore di sonno, per carburare, avrei bisogno di una tanica di caffè ma insomma, per ora, mi accontento di una tazzina.

 

Mi ritrovo con il mio workshop e ci dividiamo per l’ennesima volta i compiti. io vado con altre persone, non del mio gruppo, per provare a tirare giù due righe per il discorso di sabato.

È ora di pranzo e il menù prevede qualcosa di diverso: Pizza!

Aspettate un attimo questa non è pizza! Anzi, chiamare questa cosa pizza, risulta quasi essere un’offesa. Ma insomma, alla fine, la fame ha il sopravvento quindi mi accontento.

Tra un ora bisogna partire e Sara e Noura mi fanno il grande piacere di andare a stampare il mio discorso per stasera e, nel mentre,  io mi faccio la doccia. Solo che… rullo di tamburi.. il WI-FI del convento non funziona.

 

Panico ! corro su e giù per il convento con il computer e l’ipad in cerca di un modo per inviare a loro il mio discorso. Ma niente da fare: il WI-FI, sembra che non voglia proprio funzionare.

La partenza sempre più vicina, Sara e Noura che non sanno come fare, io che corro su e giù per il convento preso dal panico. Colpo di genio! Intanto mando il discorso su whatsapp a Sara cosicché loro possano riscriverlo e mentre loro lo stanno riscrivendo io faccio gli ultimi tentativi… ma niente da fare.

Ora c’è un altro problema però ! tra poco dobbiamo partire e, Sara e Noura, non sono ancora tornate. Ma alla fine è semplice: andiamo in macchina con Giulia.

Siamo a Sant’Anna e durante la merenda incontro una signora che si occupa di organizzare l’ordine in cui verranno letti i discorsi stasera. Con tutta tranquilla e con un po’ di sicurezza le faccio leggere il mio discorso( non per vantarmi ma penso di averlo fatto carino). E qui iniziano i problemi. Secondo lei, alcune parti del mio discorso, risultano essere un po’ fuori luogo e, così, mi elimina una bella parte di discorso. Non nascondo che ci sono rimasto un po’ male di questa cosa. Il mio discorso( che dopo aggiungerò)è una piccola riflessione su cosa è stato per me questo campo. È normale quindi che vi siano parti allegre.

 

 

Raggiungo al bar quell’altri e racconto loro l’accaduto.  Si rifiutano di questa cosa. Secondo loro dovrei leggere comunque il mio discorso. Io non so cosa fare, non sono mai stato alla fiaccolata e non vorrei offendere nessuno.

È sera e a Sant’Anna ci raggiungono anche quelli della camminata della pace. Persone che sono arrivate a piedi da Marzabotto fino a Sant’Anna.

Ci invitano a partecipare a uno spettacolo teatrale. Lo spettacolo è molto carino solo che, la mancanza di molte ore di sonno e la tanta stanchezza , mi portano ad accusare un po’ di sonnolenza. Accanto a me c’è Giulia e anche lei non riesce a stare li dentro.  Raggiungo Giulia fuori e ci sediamo al caldo dentro al bar. Ci raggiunge anche Irene e così decidiamo , per l’attesa, di prendere qualcosa da bere.

È ora di cena e siamo nel giardino di Enrico Pieri. Menù a base di pasta, grigliata

 

e insalata. Tutto buono cucinato dal nostro caro cuoco Fabrizio.

Il freddo regna sovrano ma fortunatamente Christina e Helena ci hanno portato delle cose prese al convento. Mi metto un asciugamano bianco sulle spalle per pararmi un po’ dal freddo.

È ora di andare, la fiaccolata sta per incominciare.

 

Silenzio, freddo e suono delle campane ci accompagnano durante la fiaccolata.

Nel silenzio la mia testa scoppiava di pensieri, non sapevo cosa fare. Lo leggo interamente il mio discorso o vado sul sicuro e leggo solo la parte che mi è stata consigliata dalla signora?

Siamo all’Ossario e raggiungo le altre persone che, come me, fanno un piccolo discorso o un piccolo intervento. Inizia a piovere e la signora ci  annuncia che se continua così sarebbe meglio interrompere i discorsi per tornare giù.

Il destino, penso. Alla fine smette e quindi, dopo che Petra mi ha fatto coraggio, decido di leggerlo interamente. Un po’ di emozione mi attraversa durante la lettura.

Mi scuso per il mio discorso e spero di non aver offeso nessuno.

Ritorniamo alla piazza principale in silenzio.

Siamo di ritorno al convento e, con Giulia alla guida, andiamo a fare un giro in macchina verso Forte Dei Marmi.

Stasera non ho le forze per uscire e, come me, nessuno è uscito. Per la prima volta riusciamo ad andare a “Letto presto”(era l’una passata). Anche perché, domani, bisogna svegliarci presto per andare il prima possibile a Sant’Anna.

DISCORSO:

Curiosità, collaborazione, stanchezza,  risate, sofferenza, empatia e pianti.

Ho pensato molto a cosa dire e ho deciso di raccontarvi, attraverso queste parole, della mia ultima settimana.

Per  me il campo della pace è tutto questo:

La Curiosità;

La curiosità di provare nuove avventure;

La curiosità di ritrovarsi con persone nuove e culture diverse;

La curiosità di scoprire, di arricchirsi e di imparare.

La collaborazione;

La collaborazione tra persone diverse, persone con gusti e stili di vita differenti;

La collaborazione per sviluppare i vari progetti;

La collaborazione per convivere nel miglior modo possibile

La stanchezza;

la stanchezza per le camminate e le sudate;

La stanchezza per le notti insonni passate in compagnia a ridere e scherzare;

La stanchezza per cercare di dare il meglio di noi per rendere questa esperienza unica nel suo genere.

Le risate;

Le risate insieme come una famiglia;

Le risate a colazione, pranzo e cena;

Le risate nei momenti giusti e quelle nei momenti meno opportuni;

Le risate di giorno quando tutti sono svegli e quelle di notte quando tutti stanno dormendo.

La sofferenza;

La sofferenza negli occhi di chi l’ha vissuta;

La sofferenza di chi ha perso tutto;

La sofferenza di chi non ha avuto giustizia.

L’empatia;

L’empatia nei confronti di chi quel giorno era li;

L’empatia per i testimoni;

L’empatia per le famiglie e per il paese di Sant’Anna;

I pianti;

i pianti di chi ci racconta la propria testimonianza;

i Pianti di chi ascolta le storie dei superstiti;

I pianti di chi, una volta in quei luoghi, ricorda le vicende accadute.

In questi giorni ho trovato dei nuovi amici, mi verrebbe quasi spontaneo dire di aver trovato una nuova famiglia.  Sono partito in modo insicuro perché questo progetto mi è stato presentato in modo poco chiaro e non avevo molte certezze. Poi però una volta li mi sono reso conto di quanto questo sia un progetto molto ben organizzato, interessante e unico.

Mi piange il cuore al pensiero che questo percorso sia quasi giunto al termine.  Questa esperienza la porterò con me per tutto il resto della mia vita e sono dell’idea che questo progetto debba andare avanti ogni anno.

7 Agosto 2017 – La camminata

Sono sveglio!  mi metto le mie scarpe verdi  fluo da ginnastica, il mio cappello panama color nero e bianco (intonato con la mia maglietta e i miei pantaloni) e prendo  i miei occhiali da sole e sono pronto ..

Ovviamente prima ci vuole una bella colazione al bar.

Siamo in un bar carino a Pietrasanta ma un po’ piccolo, forse, per 24 persone.

Un thè caldo e una sfoglia alla ricotta, grazie.

Siamo prossimi alla partenza e mi viene dato, da mettere nello zaino, dello stracchino e delle carote, per tutti, da mangiare durante la camminata. Lo stracchino ? già proprio quello! Da portare con me in una lunga scampagnata sotto il sole. Vabbe, nel  caso qualcuno lo volesse, io ce l’ho. Basta chiedere.

Ci siamo, siamo pronti alla camminata. Ci hanno raggiunto le due guide, Galileo e il professore Bettini(un architetto e un professore della mia scuola). Ci raggiunge anche la professoressa Rebechi( professoressa di tedesco del mio istituto).

Sono previste 4 ore di camminata per andare da Pietrasanta a Sant’Anna di Stazzema a piedi.

È  caldo, molto caldo. È passata solo un’ora e io direi di iniziare a pensare alla prima sosta.

Sono passate quasi due ore e facciamo la prima pausa: carote, pan di stelle e fonzies !

Ci mettiamo subito in cammino, manca ancora tanto ! lasciatemi pure qui..

Siamo più o meno a metà del percorso, ci fermiamo nei pressi di un bar a Capriglia e abbiamo delle perdite. Purtroppo, delle persone, non si sono sentite molto bene e quindi verranno prese da una macchina e portate su.

Io sono ancora in piedi nonostante non sia una persona abituata a fare questo tipo di scampagnate. Ci fermiamo di nuovo, quando manca poco. Fonzies e arrosto della sera prima solo il mix perfetto per ricevere una carica di energia per affrontare l’ultimo parte del percorso. 

Ci imbattiamo in alcuni posti importanti per la storia di Sant’Anna. Posti percorsi  dalle truppe tedesche per arrivare a Sant’Anna.

Dopo 6 ore(invece che 4)  di camminata, 2 litri e mezzo di acqua, 5 carote, 2 pacchetti di fonzies , 4 fette di arrosto ci siamo, eccoci a Sant’Anna!

Che bello vedere tutto pronto per il pranzo! so che ho già mangiato tanto però ho sempre fame..

Siamo nella chiesa di Sant’Anna, sono commosso nell’ascoltare la testimonianza di Enio Mancini. Ci ha raccontato la sua storia e di come ha vissuto, lui, il 12 agosto del 1944, di come viveva prima e di cosa ha fatto dopo.

Museo di Sant’Anna di Stazzema. Qui Enio ha appena finito di raccontare la sua storia e ci hanno fatto un dono, una scultura che si ispira a una foto molto famosa: i bambini che giocano.

Posso scegliere per il ritorno: a piedi o in autobus?

A Piedi? No grazie, come se avessi accettato.. vado in autobus che è meglio.

È cena e il nostro caro Fabrizio questa sera si è davvero superato: gnocchi al salmone e panna..

Proprio quello che ci voleva dopo una giornata come questa!

Nonostante la stanchezza decido di uscire comunque. Andiamo a Pietrasanta a fare un giro.

La città nuova, ma ormai già vista, ci porta ad accusare un po’ di noia. Dopo un po’ decidiamo quindi di giocare a obbligo o verità.

Imbarazzante ma allo stesso tempo esilarante. La bottiglia gira e dopo pesanti obblighi inflitti, ideati da me, mi aspetto, al mio turno, una grande vendetta. Ma alla fine, a quanto pare, quello cattivo ero solo io. Mi obbligano ad andare in mezzo alla piazza e far finta di alzare un peso.  in mezzo alla piazza però trovo tutti quell’altri e quindi, quasi obbligato, mi fermo con loro a fare una tranquilla partitina di calcio in mezzo alla piazza.

E‘    tardi e domani bisogna svegliarci presto ma nonostante questo rimaniamo a giocare.

6 Agosto 2017 – Conoscersi

Buongiorno! Purtroppo per chi, come a me, piace dormire, svegliarsi presto non è sempre semplice. Poche ore di sonno e il caldo non sono il massimo come modo per svegliarsi.

È stata una grande sorpresa scendere e trovare una bella tavola imbandita con una ricca colazione in stile tedesco. Sto pensando :” ma come faranno la mattina a mangiare tutta questa roba come formaggi, affettati, pomodori insieme a Biscotti,marmellate, cereali e frutta?”

Mi bevo due tazze di caffè e intanto provo a mangiare una fetta di tacchino con un po’ di formaggio. Niente da fare! Passatemi due biscotti che il formaggio e l’affettato lo lascio volentieri ai tedeschi.

La quarta differenza culturale che ho notato è che, mentre gli italiani mangiano poco a colazione, i tedeschi mangiano tantissimo. Effettivamente è così che dovrebbe essere però la trovo una cosa difficile.

La colazione è finita e per rompere il ghiaccio siamo partiti subito con un gioco, uno dei classici giochi che riesce a metterti in grande imbarazzo. Questo gioco si chiama: “Das kotzende kἂnguru” o in italiano “il canguro che vomita”.

Per questo gioco dobbiamo stare in cerchio con una persona nel mezzo. La persona in mezzo deve indicare una persona e questa, con chi ha alla sua destra e alla sua sinistra, deve mimare 4 parole: James Bond, lavatrice, tostapane e canguro che vomita.

Finalmente il gioco è finito, che imbarazzo!

mi vengono consegnati due fogli e mi viene spiegata l’attività che devo fare.

Devo scrivere su un foglio “mi interessa..” e sull’altro “ vorrei contribuire con..”

La prima non è difficile, alla fine è il motivo per cui tutti siamo in questo sommercamp. Mentre l’altra.. con cosa vorrei contribuire ? io non ne ho idea! Con cosa potrei contribuire ? cucinare? No, meglio di no. Fare le faccende e aiutare? Figuriamoci! Organizzare ? meglio lasciare stare..

Alla fine, nel panico, mi viene in mente con cosa potrei contribuire.. con la mia simpatia!

Non so come mi può essere venuto in mente ma almeno ho scritto qualcosa.

Metto i miei fogli in una cassa e dopo, una volta che tutti hanno finito, devo ripescarne due.

Pesco ma, con la mia solita fortuna, un foglio è in tedesco. È arrivato il mio turno e devo leggerlo.. con la mia ottima conoscenza del tedesco provo a leggerlo ma niente! Nessuno ha capito una parola.

Mi sposto insieme a tutti nel refettorio. Assisto alla presentazione di Irene Lupi. ci parla dei suoi lavori sulla “memoria” e ci spiega cosa vuole fare con noi e dei vari progetti che ha in mente come ad esempio quello della “scatola della memoria” dove ognuno di noi dovrà inserire un oggetto con tanto di spiegazione del perché lo abbiamo scelto.

Non ho proprio idea di cosa poter inserire in quella scatola, ma alla fine ho tempo fino a domenica mattina.. qualcosa troverò!

Il pranzo è servito! Il menù prevede: insalata mista , affettati e formaggi.

È pomeriggio e ci siamo ritrovati. Ci siamo divisi in gruppi per fare una nuova attività dove lo scopo è capire cosa è accaduto in alcune date,  che sono:  1922,1933, 1939, 1940, 1941, 1943, 1944, 1945.

Noi come gruppo abbiamo messo queste:

1922 – Mussolini prese il potere, inizio del fascismo ;

1933 – Hitler prese il potere, la dittatura lungo le linee del fascismo

1939 – inizio della seconda guerra mondiale, formando il „patto d’acciaio“ tra Hitler e Mussolini,

Questa alleanza era conosciuto come „Asse Roma-Berlino.“;

1940 – entrata in guerra dell’Italia;

1941 – invasione dell’Unione Sovietica,  intensificazione della guerra;

1943 – Stati Uniti entrarono in guerra e sbarcano in Italia, Battaglia di Stalingrado;

Deponendo Mussolini „dall’alto“ (dal re Vittorio Emanuele III), resa d’Italia,

occupazione tedesca del nord e del centro Italia

1944 – Il 12 agosto, eccidio a Sant’Anna ;

1.945-25/04 festa della liberazione ;

08/05- La resa incondizionata della Germania.

è passata più o meno un ora e ci siamo divisi in 4 gruppi composti da 2 italiani e 2 tedeschi con 5 compiti da svolgere:

-fare un selfie con un turista tedesco;

-fare una foto di nascosto a un altro gruppo;

-assaggiare lo stesso gusto a 3 gelaterie diverse;

-Scambiare 3 susine e 1 mela con un oggetto;

­-parlare con un protagonista nel mercato medievale;

 quasi alla fine, con 4 compiti su 5 svolti nel migliore dei modi(Siamo riusciti a scambiare la mela e le susine con una freccia!!), ci siamo resi conto che ci mancava il selfie con un turista tedesco.

Semplice, penso, ma non è proprio vero che tutte le persone alte e bionde sono tedesche. Ci siamo quasi arresi quando all’ultimo, per caso, troviamo una gentilissima coppia tedesca con cui fare un bel selfie.

Per la prima volta vedo il cuoco Fabrizio, una persona simpaticissima che ci ha cucinato della buonissima pasta e come secondo l’arrosto.

La cena è finita e decidiamo, con alcuni, di andare a fare un giro per la città di Pietrasanta. Dopo un giretto e una bevuta di long Island decidiamo di andare a vedere la città dall’alto. Che bello! vale la pena fare tutta quella salita per vedere un così grande spettacolo!

5 Agosto 2017 – Arrivo

Arrivo a Pietrasanta  in un’afosa giornata di agosto: Sono solo sul treno, non conosco nessuno e sto per iniziare una nuova avventura un po’ misteriosa. La preoccupazione del momento mi porta ad una destinazione che non è quella giusta con due valige molto pesanti e il sole che mi batte dritto sulla testa. Raggiungere il gruppo che mi aspetta non è stato facilissimo né scontato: Ho sudato tutte le mie camice per arrivare al convento!!

È stato un sollievo trovare persone che già conosco a cui raccontare l’avventura appena vissuta. Subito dopo essere arrivato mi accompagnano alla camera che mi ospiterà per la prossima settimana: è piccola ma luminosa e, pur essendo una camera doppia, sembra singola perché una porta mi divide dal mio coinquilino che conosco in questo esatto momento. La lingua dominante è l’italiano perché molte delle persone che ci guidano sono bilingui. la situazione si ribalta completamente con l’arrivo degli studenti tedeschi: Non ho mai studiato tedesco in vita mia, i suoni sono molto diversi e quasi mai capisco il senso del discorso. Mi sento decisamente spaesato!! Sentirli parlare, per me, è come ascoltare il canto dei grilli e delle cicale in un giorno d’estate.

La prima differenza culturale l’ho scoperta quando siamo andati a fare la spesa insieme: i tedeschi hanno un senso del tempo diverso da noi italiani, ora ho capito il concetto di puntualità.

Preparare la cena di benvenuto per 25 persone è stato molto divertente nonostante le difficoltà che abbiamo incontrato perché non siamo ben organizzati, la cucina non è attrezzata e per molti di noi è la prima volta che cuciniamo per altri.

Il menù prevede una cena italiana: pasta al pesto e insalatona, un pasto leggero secondo le abitudini tedesche.

Il tavolo allestito nel giardino faceva molta figura, così colorato e con tante persone che imparavano a conoscersi.

La seconda differenza culturale che ho notato è che gli italiani, soprattutto a tavola, sono molto ma molto più rumorosi dei tedeschi.

È arrivata l’ora di andare a letto e qui ho visto la terza differenza culturale cioè che gli italiani, la sera, vanno a letto molto più tardi.

Sommercamp della pace

Durante l’ inverno, nel nostro istituto, è stato presentato un progetto molto innovativo dal titolo: “Sommercamp della pace a Pietrasanta”. Si tratta di un progetto finanziato dalla regione tedesca del Baden Wὔrttemberg che prevede la partecipazione di un gruppo di 18 ragazzi, dai 18 ai 30 anni, metà tedeschi e metà italiani . Quando i nostri insegnanti ci hanno illustrato questa opportunità, ho intuito che sarebbe potuta essere un’esperienza significativa per i seguenti motivi:

-approfondimento delle conoscenze storiche che riguardano la seconda guerra mondiale in generale e in particolare nel nostro territorio. Queste conoscenze servono per arricchimento personale ma anche come introduzione al percorso storico che sarà argomento di esame in sede di maturità.

-Confronto tra le diverse culture. Sia per lo stile di vita che per le abitudini alimentari(i concetti di evitare gli sprechi e di riciclare sono per i tedeschi molto più forti!!)

-Collaborazione e convivenza quotidiana di ragazzi che si incontrano per la prima volta e che condividono lo stesso tetto e le stesse esperienze per una settimana.

-Cooperazione per strutturare il nostro intervento alle celebrazioni organizzate per commemorare l’eccidio.

Tagebuch 12. August

12.08.17

Heute Morgen ging es in aller Frühe hoch nach Sant’Anna, um vor den Gedenkfeierlichkeiten noch ein Zeitzeugeninterview zu führen. Los gingen diese dann um 9 Uhr mit einem Gottesdienst und einer anschließenden Wanderung zum Ossarium über den Kreuzweg – wie gestern Abend auch. Dabei waren italienische Würdenträger, beispielsweise der Bürgermeister von Sant’Anna und der Ministerpräsident der Toskana. Mit den vielen Flaggen und den militärischen Uniformen wirkte das vielleicht auf manche etwas Befremdlich. Neben den Flaggen der einzelnen Gemeinden, wurden die Friedensflagge und die Europaflagge geschwenkt.

Darum ging es u.a. auch in den Reden, für Frieden und ein gemeinsames Europa, gegen Faschismus und Nationalismus. (Reden hielten u.a. Enrico Mancini; der Präsident des Kulturausschusses des Senats, Sen. Andrea Marcucci; Maurizio Verona; der Finanzminister der Region Toskana, Vittorio Bugli; Vadim Tkhor, erster Sekretär der russischen Botschaft in Italien, Irmgard Maria Fellner von der deutschen Botschaft und Alexander Zvyacincev, Stellvertretender Generalstaatsanwalt von Russland.)

Es gab auch zwei Redebeiträge aus unserem Friedenscamp – eine deutsche und eine italienische Rede, die eine von Julian Kufferath-Sieberin, die andere von Arbina Dika. Beide wurden vom Publikum sehr gut aufgenommen.

Das Wetter war perfekt, keine Spur mehr von den Regenwolken des vergangenen Abends. Der Himmel war strahlend blau, wie auch an jenem Tag vor 73 Jahren.

Gegen Nachmittag war die Veranstaltung am Ossarium abgeschlossen und man lief den Berg wieder hinunter. Mittagessen gab es erneut bei Enrico Pieri. Eingeladen waren diesmal neben der Wandergruppe und uns, u.a. auch der Bürgermeister, der russische Generalstaatsanwalt, die deutsche Anwältin Gabriele Heinecke, die für einen Prozess in Deutschland gekämpft hatte, und Eberhard Frasch von den AnStiftern.

Zum Abschluss der Feier überbrachte Eberhard Frasch im Namen der AnStifter-Initiative Sant’Anna den Dank an Mitglieder des Camps und des Museums in Sant’Anna und ehrte sie für ihre Arbeit, darunter Gabriele Heinecke, die Rechtsanwältin; Fabrizio, unser Koch; Enrico und Mario stellvertretend für alle Zeitzeugen; unsere Teamer Petra, Helena, Wendelin und Giulia; die Künstlerin Irene Lupi; Michele Morabito, Bürgermeister für Kultur der Kommune Stazzema; Irmgard Maria Fellner, die Gesandtin der Deutschen Botschaft in Rom; Simone Caponera  und Simone Tonini, die für das Museum verantwortlich sind; und zu guter Letzt ich selbst, Christina Gohle, für das Schreiben dieses Blogs.

Eines der schönsten Punkte des Nachmittags war für mich, als angefangen wurde, Partisanenlieder zu singen. Am bekanntesten davon natürlich „Bella ciao“. Da mein Video leider zu groß ist, um es hochzuladen, hier ein Link zu einer wunderschönen Version von Hannes Wader und Konstantin Wecker.

Schließlich kehrten wir in das Konvent zurück, wo wir bis zum Abendplenum noch ein wenig Zeit zum Packen und für andere Dinge hatten. Beim „Abpl“ besprachen wir dann unser Camp – Dinge, die gut liefen, Dinge, die vielleicht nicht so gut liefen; wie es uns mit den Menschen, Aktivitäten und Themen ging; und wie wir unser Erlebnisse zusammenfassen würden.

Als gemeinsamer Abschluss gab es Essen und eine kleine Feier im „Croce Verde“ – das grüne Kreuz  -, eine Organisation wie die Malteser, die sich um wohltätige Zwecke kümmert. Das kalte Büffet war ausgesprochen lecker und wir genossen die Möglichkeit ein letztes Mal in italienischem Essen schwelgen zu können.

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Während der After-Party wurden letzte Begriffe in der jeweils anderen Sprache beigebracht: Deutsche Lebensweisheiten, wie „Schlafen kann man wenn man tot ist“, und italienischer Grundwortschatz, wie „il goccino“ = ein Schlückchen. Da ein Abschied nach solch einer intensiven Woche sehr schwer ist, blieben viele bis in die Morgenstunden wach, um die letzte gemeinsame Zeit ausnutzen zu können.

Tagebuch 11. August

11.08.17

Nachdem am Vormittag eifrig an unseren Workshops gearbeitet wurde, Reden geschrieben und Beiträge vorbereitet, ging es nach dem Mittagessen nach Sant’Anna. Dort sollten noch ein paar Interviews geführt werden und man hatte Zeit sich noch einmal das Museum anzusehen. Auch einige Videos für Irene’s Kunstprojekt, der Erinnerungsbox, wurden gedreht.

Ich habe zum Beispiel einen Stein in diese Box gelegt, einen Stein, den ich auf der Wanderung nach Sant’Anna aufgehoben habe. Er soll nicht nur den erfolgreichen Abschluss unserer Wanderung symbolisieren, sondern auch den Weg, den die deutschen Soldaten gelaufen sind. Vielleicht sind sie sogar auf genau diesen Stein getreten. Der Stein trägt somit „Erinnerung“.

Viele halfen auch mit,  das Abendessen bei Enrico vorzubereiten, das für uns als auch für eine italienische Wandergruppe vorbereitet wurde.

Helena und ich fuhren dann gegen Abend noch einmal zurück zum Konvent und in die Stadt, denn trotz vieler warnender Worte, waren doch einige Teilnehmende nur leicht bekleidet und niemand hatte mit einem derartigen Kälteeinbruch gerechnet. Also fuhren wir zum Konvent, packten Handtücher und Wollsocken, zusätzliche Hosen und Jacken ein und gingen sogar noch ein paar Strumpfhosen einkaufen. Vollgepackt mit Klamotten fuhren wir nach Sant’Anna zurück und wurden freudig in Empfang genommen. Es waren etwa zehn Grad, doch gefühlt Minus fünf. Ich selbst trug beispielsweise eine dünne Jeans unter meiner Trekkingshose, meine warmen Wanderschuhe, ein Top, ein langärmeliges T-Shirt, eine dicke Bluse, eine Regenjacke und einen Schal. Das war gerade so angemessen.

Das Abendessen war trotzdem ein voller Erfolg. Nach einer leckeren „Pasta“ als Vorspeise, gab es gegrillte Würstchen und Fleisch. Dazu Brot, Salate und Wein. Man unterhielt sich gut mit den anwesenden Italienern, trotz mangelnder Italienischkenntnisse. Auch dabei war die stellvertretende deutsche Botschafterin, Frau Irmgard Maria Fellner, aus Rom.

Nach dem Abendessen traf man sich auf dem Kirchplatz. Dort wurden Kerzen verteilt und anschließend führte der Priester die Versammelten über den Kreuzweg hoch zum Ossarium. Wir liefen  in absoluter Stille, nur begleitet von den Glocken der Kirche von Sant’Anna. Es hatte etwas Meditatives an sich, die gleichmäßigen Glockenschläge, die rhythmischen Fußschritte den Berg hinauf, das flackernde Licht der Kerzen.

Oben wurden verschiedene Reden gehalten, jeweils von einer musikalischen Einlage unterbrochen. Gespielt wurden u.a. Simon & Garfunkel – Sound of Silcence oder Bob Dylan – Blowing in the wind. Auch von uns gab es eine tolle Rede, geschrieben von Marco, der auch den italienischen Blog führt. Darin verarbeitet er seine persönlichen Eindrücke des Friedenscamps.

Während der Reden setzte leichter Regen ein, doch wir wurden nicht nennenswert nass. Bevor man nach und nach den Berg wieder hinunterkletterte, wurde die Friedensglocke neben dem Ossario geschlagen.

Mit dem Bus ging es dann zurück zum Konvent.

Tagebuch 10. August

Heute haben wir uns hauptsächlich mit unseren Workshops beschäftigt. Dazu zuerst ein kleiner Bericht von Nick Waldstädt.

Der aus neun Teilnehmenden bestehende Workshop „Histro-Bistro“, welcher innerhalb des Workcamps angeboten wird, hat sich zur Aufgabe gestellt, weitere Zeitzeugenberichte, sowie Berichte Überlebender der zweiten und dritten Generation aufzunehmen, zu übersetzen und zu archivieren.  Dies ist von besonderer Bedeutung, da wir einer der letzten Generationen angehören, welche die Möglichkeit hat, persönlich mit Zeitzeugen in Kontakt treten zu dürfen. Der Workshop „Histro-Bistro“ leistet somit einen großen Beitrag, um die nachfolgenden Generationen über die Erinnerungen der Hinterbliebenen zu informieren. Mit den Interviews der Nachkommen der zweiten und dritten Generation können wir aus einem weiteren sehr emotionalen und spannenden Blickwinkel die Erinnerungen und Gedanken der Überlebenden besser verstehen.

In Vorbereitung auf die Interviews haben sich die Teilnehmenden intensiv anhand von Literatur und Videoausschnitten mit den Geschehnissen in Sant`Anna auseinandergesetzt. Auf Grundlage des bereits bestehenden, sowie neu erworbenen Wissens, wurden drei Fragenkataloge erstellt. Der erste bezieht sich vor allem auf ältere Bürger, die gebürtig aus Pietrasanta und naher Umgebung stammen. Pietrasanta ist die nächstgrößere Stadt nahe Sant`Anna di Stazzema. Die Fragen beziehen sich, neben Informationen zum Leben an der Versilia unter deutscher Besetzung während des Sommers 1944, auch auf die Verbindungen der Bürger Pietrasantas zu Sant`Anna – damals und heute.

Der zweite Fragenkatalog ist an Überlebende des Massakers in Sant`Anna gerichtet. Er soll neben Erinnerungen, sowie den Gefühlen und Emotionen der Hinterbliebenen, während der Ereignisse am Morgen des 12. Augusts, auch deren Leben nach dem Massaker und die heutige Auseinandersetzung mit den Geschehnissen erfassen. Weiterhin haben wir einen Fragenkatalog an Nachkommen der zweiten und dritten Generation erstellt, der darauf abzielt zu erfahren, wie die Überlebenden mit ihren Kindern über die Ereignisse am 12. August 1944 gesprochen haben. Dazu enthält er Fragen, wie sie ihre Vorfahren und deren Erinnerungen wahrgenommen haben, sowie zum Leben als ein Nachfahre eines Überlebenden.

Infolge des Workshops sind wir in Kleingruppen in Pietrasanta unterwegs gewesen, um mit Zeitzeugen zu sprechen. Die Teilhabe war sehr positiv und es konnten gute Ergebnisse erzielt werden. Insgesamt wurden etwa sechs Personen befragt, darunter auch ein Sohn von einem damals in den Bergen kämpfenden Partisanen. Durch die Interviewfragen wurde ein Konflikt zwischen zwei rüstigen Frauen angestoßen, welcher sehr gut wiederspiegelte, das siebzig Jahre nach den Geschehnissen von Sant`Anna noch immer in Diskussion steht, ob die Partisanen eine Ursache der Massaker waren.

Zudem hatten wir die Möglichkeit mit zwei Nachfahren der zweiten Generation zu sprechen. Eine davon war Marisa, welche die Tochter zweier Überlebender von Sant`Anna ist und auch dort aufwuchs.

In Planung stehen weitere Gespräche mit Überlebenden der zweiten Generation, aber auch ein Interview mit einer Überlebenden von Sant`Anna.


Tobias Rieger berichtet über den Kunstworkshop:

Irene Lupi und Giulia Muto leiteten den Kunstworkshop, welcher sich aus zwei Italienerinnen und zwei Deutschen zusammensetzte. Irene motivierte die Teilnehmenden, sich kreativ völlig frei zu fühlen und regte an, sich unterschiedlichster Genres, Materialien und Ideen zu bedienen. Irene legte Wert darauf, dass in erster Linie ein innerlicher Entwicklungsprozess einsetzen sollte, sich mit der Thematik auseinanderzusetzen. Ein abgeschlossenes Projekt müsse nicht zwangsweise am Ende des Workshops vorgezeigt werden.

Schlussendlich fokussierte sich die Gruppe auf vier verschiedene Projekte. Zum einen wurde mit einem zeitgenössischen Plakat, welches den faschistischen Körperkult durch unterschiedliche Gymnastikübungen verdeutlicht, gearbeitet. Die Körperübungen wurden nachgestellt und ein dem Original nachempfundenes Plakat  entworfen, welches die indoktrinären Vorstellungen des nationalen Leistungskults umdreht und durch eine Botschaft des Friedens und internationalen Miteinanders ersetzt.

Das zweite Projekt versuchte die Mutterlosigkeit der beiden Überlebenden des Massakers, Siria und Adele, allegorisch auf Papier einzufangen. Im dritten Projekt entstanden mit Ton und Gips Friedenssymbole. Ein viertes Projekt versuchte für die Filmmitschnitte der Zeitzeugeninterviews und Impressionen von Sant‘Anna ein musikalisches Thema am Klavier einzufangen.


Auch im Workshop Dokumentation wurde kräftig weitergearbeitet. Das Radioprojekt wird in einem Erfurter Radio ausgestrahlt werden, Radio F.R.E.I. Dafür wurden heute verschieden Teilnehmer über das Projekt interviewt. Auch der italienische und der englische Blog machen große Fortschritte und werden in den nächsten Tagen hochgeladen. Um alle unsere Projekte, Bilder und Videos zu sammeln haben wir eine eigene Seite für Sant’Anna erstellt. Eine alternative Seite mit Bildern findet ihr unter: https://naturfreunde-giengen.de/?page_id=440


Am Nachmittag machten wir einen Ausflug ins Marmormuseum. Dort konnten wir beobachten, wie die Gipsvorlagen abgemessen und Punkt für Punkt auf den Marmor übertragen werden. Dort steht auch eine riesige Nachbildung Michelangelo’s David. Wir konnte sowohl den Künstlern bei der Arbeit zuschauen, als auch tausende von Mamorfiguren bei einer kleinen Führung besichtigen. Danach hielten wir noch eine Einführung in die Entstehungsgeschichte des weißen Marmors, der typisch für diese Region ist und nirgends sonst auf der Welt vorhanden ist. Er zeigte uns auch Steinschichten, in die Fossilien eingeschlossen waren. Zum Abschluss durften wir uns an den übrig gebliebenen Steinbrocken bedienen und etwas weißen, grauen oder rosa Marmor mit nach Hause nehmen.

          
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(Bild von Arbina Dika)


Über das Nachtleben in Pietrasanta:

Nach so vielen Tagen in Pietrasanta muss ich noch ein paar Worte über die abendliche Stadt sagen. Die Geschäfte schließen natürlich oft nachmittags, dafür sind sie aber abends bis um 24 Uhr geöffnet. Man stelle sich eine malerische Altstadt vor, 10 Uhr abends, alles hell erleuchtet und die Straßen voller Menschen, die ein Schwätzchen halten, noch ein wenig einkaufen gehen, ein Eis essen – einfach leben.

Eine lebendige Innenstadt am Abend kann man sich dagegen in Deutschland nur schwer vorstellen. Je nach Größe der Stadt ist sie entweder wie leergefegt oder von betrunkenen Studenten oder anderen Feiernden bevölkert. Natürlich ist es hier im August auch noch um Mitternacht angenehm warm, doch es ist nicht nur das. In jeder Ecke lassen sich Kunst und Skulpturen finden, Galerien sind geöffnet, Kleidergeschäft haben ihre Waren ausgestellt. Insgesamt ist die Atmosphäre einfach eine andere. (Lebens-)Kunst wird in dieser Stadt großgeschrieben. Ob es an der italienischen Lebensphilosophie, „la dolce vita“, oder an der liebevollen Gestaltung der Innenstadt, liegt – Deutschland könnte sich auf jeden Fall eine Scheibe davon abschneiden.

Tagebuch 9. August

Histo-Bistro

Nach einem gemeinsamen Frühstück, bei dem wie üblich die Anzahl der Mückenstiche verglichen und großzügig Fenistil an alle ausgegeben wurde, begannen wir den Tag mit einem lustigen Aufwärmspiel, das vor allem – aber nicht nur – für die Italiener sprachlich anspruchsvoll war. Im Kreis wurden die Worte Whiskeymixer und Wachsmaske jeweils in unterschiedliche Richtungen – gegen oder im Uhrzeigersinn – weitergegeben und wer einen Richtungswechsel wünschte, sagte dann: „Messwechsel.“ Die italienische Version davon lautete capra campa, capra crepa bzw. ambarababbaciccicoccó.

Anschließend ging es in unsere drei Workshops.

Der Workshop Kunst mit Irene und Giulia stellt als Hauptprojekt ein Plakat her. Als Vorbild diente ein Poster mit Sportübungen für die faschistische Jugend. Diese Übungen wurden nun – ein wenig abgeändert – neu fotografiert und interpretiert. Außerdem arbeitet Marina an einem „Skulptur“-Projekt mit Gips und Tobias möchte die Erzählungen von Adele und Siria über den Verlust ihrer Mutter in einem musikalischen Kunstwerk verarbeiten.

Der Workshop Histo-Bistro mit Petra und Helena hat am Vormittag Interviewfragen erarbeitet, die dann am Nachmittag verschiedenen Zeitzeugen der zweiten Generation gestellt wurden. Dafür machten sie sich in zwei Gruppen in die Stadt auf und befragten verschiedene Menschen, u. a. auch Nachkommen von Partisanen. Die Interviews werden über die nächsten Tage fortgesetzt.

Der Workshop Dokumentation von Wendelin und mir stellte sich ebenfalls mehreren Aufgaben. Zwei Jugendliche aus Erfurt, Luis und Veit, bereiten einen Beitrag bzw. einen Podacast für ein Erfurter Radio, Radio F.R.E.I., vor, in dem sie nicht nur unser Projekt und die Teilnehmenden hier in Sant’Anna vorstellen, sondern auch über den geschichtlichen Hintergrund des Zweiten Weltkrieges und des Massakers in Sant’Anna berichten. Hendrik und ich widmen uns der Übersetzung meines Blogs auf Englisch, damit ein internationaler Austausch möglich ist. Dieser englische Blog wird bald sowohl hier, als auch auf einer neu erstellten Homepage verfügbar sein. Marco, unser einziges italienisches Mitglied,  wird sich ebenfalls mit der Erstellung eines Blogs beschäftigen – natürlich auf Italienisch. Es wird allerdings keine Übersetzung dieses Blogs sein, sondern ein völlig neues Produkt über seine eigenen Erfahrungen und Eindrücke. Links hierzu werden folgen!

Außerdem führten Luis, Nick und ich ein einstündiges Telefon-Interview mit einer Journalistin der Stuttgarter Zeitung, die uns über das Projekt, unsere persönlichen Erfahrungen hier, unseren Weg zu dem Projekt, und zu der Zukunft Europas befragte. Der Artikel wird Freitag oder Samstag erscheinen.

Natürlich werde ich versuchen, ihn hier zu verlinken, sobald er verfügbar ist.

Schneller als gedacht, war auch dieser arbeitsreiche Tag vorbei. Hier noch einige Impressionen des heutigen Tages und aus der Künstlerstadt Pietrasanta.

Autor*in: Christina Gohle