5 Agosto 2017 – Arrivo

Arrivo a Pietrasanta  in un’afosa giornata di agosto: Sono solo sul treno, non conosco nessuno e sto per iniziare una nuova avventura un po’ misteriosa. La preoccupazione del momento mi porta ad una destinazione che non è quella giusta con due valige molto pesanti e il sole che mi batte dritto sulla testa. Raggiungere il gruppo che mi aspetta non è stato facilissimo né scontato: Ho sudato tutte le mie camice per arrivare al convento!!

È stato un sollievo trovare persone che già conosco a cui raccontare l’avventura appena vissuta. Subito dopo essere arrivato mi accompagnano alla camera che mi ospiterà per la prossima settimana: è piccola ma luminosa e, pur essendo una camera doppia, sembra singola perché una porta mi divide dal mio coinquilino che conosco in questo esatto momento. La lingua dominante è l’italiano perché molte delle persone che ci guidano sono bilingui. la situazione si ribalta completamente con l’arrivo degli studenti tedeschi: Non ho mai studiato tedesco in vita mia, i suoni sono molto diversi e quasi mai capisco il senso del discorso. Mi sento decisamente spaesato!! Sentirli parlare, per me, è come ascoltare il canto dei grilli e delle cicale in un giorno d’estate.

La prima differenza culturale l’ho scoperta quando siamo andati a fare la spesa insieme: i tedeschi hanno un senso del tempo diverso da noi italiani, ora ho capito il concetto di puntualità.

Preparare la cena di benvenuto per 25 persone è stato molto divertente nonostante le difficoltà che abbiamo incontrato perché non siamo ben organizzati, la cucina non è attrezzata e per molti di noi è la prima volta che cuciniamo per altri.

Il menù prevede una cena italiana: pasta al pesto e insalatona, un pasto leggero secondo le abitudini tedesche.

Il tavolo allestito nel giardino faceva molta figura, così colorato e con tante persone che imparavano a conoscersi.

La seconda differenza culturale che ho notato è che gli italiani, soprattutto a tavola, sono molto ma molto più rumorosi dei tedeschi.

È arrivata l’ora di andare a letto e qui ho visto la terza differenza culturale cioè che gli italiani, la sera, vanno a letto molto più tardi.

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