12 Agosto 2017 – Una lunga giornata

L’aver dormito di più rispetto agli altri giorni mi porta ad essere più riposato ma il sonno e la stanchezza sono sempre presenti.

Per arrivare il prima possibile al ritrovo fuori dal convento oggi faccio una grandissima rinuncia: non mi metto le lenti e esco con gli occhiali! Ebbene si, mi vedranno tutti con gli occhiali cosa che in estate è molto ma molto raro.

La colazione oggi è un po’ prima del solito e  al ritrovo siamo solo e Nick e mentre, di solito, aprivo io il portone, oggi Nick mi ha battuto sul tempo di pochissimo e ha aperto lui.

Siamo al bar io, Nick e Petra. Chiedo quello che ormai è il solito: the e sfoglia.

Siamo al convento e corro a mettermi le lenti e nel mentre c’è un autobus fuori che ci sta aspettando per poi portarci a Sant’Anna.

Armato di computer e Ipad sono pronto per andare al punto di ritrovo.

Ci sediamo ai tavolini del bar per finire il discorso ma alla fine, visto che io avevo già scritto il discorso di ieri sera e che siamo già abbastanza, me ne tiro fuori e lascio finire loro.

La cerimonia è bellissima, moltissime persone riempiono il giardino davanti la chiesa. I vari sindaci dei comuni della Toscana seguiti dai gonfalonieri con lo stemma del proprio comune. C’è anche lo stemma della provincia di Lucca.

È il momento di salire all’Ossario perché la cerimonia continua lassù. Parte tutta la parata con i vari gonfalonieri e i sindaci.

Mi aggiungo una volta che sono passati tutti.

All’arrivo iniziano tutti i discorsi. Sono intervenuti: Enrico Mancini,  il senatore Andrea Marcucci, Maurizio Verona, ,Vittorio Bugli, Vadim Tkhor il  primo segretario dell’Ambasciata Russa in Italia, Irmgard Maria Fellner dall’ambasciata tedesca e Alexander Zvyacincev il vice procuratore generale della Russia.

È arrivato il momento del nostro intervento. Parte Arbina Dika con il discorso in italiano. Si sente che è molto emozionata nel leggerlo. Il discorso, da lei ideato, è molto bello ed emozionante.

Subito dopo parte Julian Kufferath Sieberin con il discorso in tedesco.

Purtroppo non ci capendo nulla del suo discorso ma sono certo che anche questo è molto bello.

La cerimonia è terminata e ora ci aspetta il pranzo da Enrico Pieri.

Siamo a tavola. Un mix tra tedeschi e italiani e in più molte altre persone.

A tavola con noi, dietro di me, c’è anche Irmgard Maria Fellner. Accanto a me, invece, si siede l’avvocatessa Gabriele Heinecke. Faccio due chiacchiere con lei e nonostante tutto quello che ha fatto nella sua vita  che la porta ad essere una persona da prendere come esempio , con me è stata molto gentile e simpatica ed è anche una persona molto tranquilla.

Mi faccio anche qualche bicchiere di vino soprattutto, in compagnia, con il mio caro compagno di bevuta-traduttore personale Julian.

Tra due discorsi, qualche risata e vari bicchieri di vino ci ritroviamo alla fine del pranzo e fa un intervento Eberhard Frasch. Ringrazia i membri del campo e il museo di Sant’Anna, a nome dell’iniziativa. Ringrazia facendo loro un dono per il lavoro che hanno svolto : Gabriele Heinecke; Fabrizio, il nostro cuoco; Enrico e Mario per tutto il tempo che ci hanno dedicato;  Petra, Helena, Wendelin e Giulia; L’artista Irene Lupi; Michele Morabito, sindaco del Comune di Stazzema; Irmgard Maria Fellner, dell’ambasciata tedesca a Roma; Simone Caponera e Simone Tonini, responsabili del museo; E alla fine, non meno importante, Christina Gohle, per essersi impegnata scrivendo regolarmente il suo blog.

Siamo prossimi alla partenza e tra i vari saluti e abbracci ci sono anche delle lacrime. Lacrime che vengono spontaneamente. lacrime che indicano la fine di un percorso unico e indimenticabile che vorrei non finisse più. dove ho conosciuto persone bellissime e speciali.

Al ritorno al convento c’è un momento di riposo.

Ci ritroviamo per l’ultima volta insieme per vedere i nostri lavori svolti, per parlare di quello che abbiamo provato e per dare una conclusione a questa esperienza.

Una riflessione personale sul mio percorso: da studente di un tecnico CAT (istituto tecnico tecnologico indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio) devo dire che ero un po’ fuori luogo. Le cose fatte li non rientravano molto con il mio percorso didattico,  non avevo conoscenza della lingua tedesca e a malapena so un po’ di inglese e essendo passato ora in quinta non ho ancora studiato la seconda guerra mondiale però, nonostante tutto, ritengo che questa sia stata, per me, un’esperienza unica. Ho imparato cose nuove, sono migliorato interiormente ed è cambiato molto il mio modo di pensare. E questa e una cosa che consiglio di fare, almeno una volta nella vita, a tutti.

Ci spostiamo nel refettorio dove Irene ci mostra il video fatto da lei, su cui ha lavorato in questi giorni.

Il poco tempo ci porta a fare veloce. Stasera ci aspetta una cena alla croce verde.

Tutti in tiro e belli profumati siamo pronti per andare.

Ultima cena, un’atmosfera di serenità, ottimo cibo e del buon vino.

 

Si mangia e si beve, condividendo e ricordando momenti di questi giorni, ridendo e scherzando tutti insieme. Tra un goccino e l’altro la nostra lucidità ci stava sempre più abbandonando. Tra parole nuove come: Weinschorle, per indicare il vino con acqua frizzante ( una cosa che se faccio a casa mia mi buttano fuori!!).  la spiegazione di “un goccino” e il: “ avremo tempo di riposarci quando saremo morti” o “Schlafen kann man wenn man tot ist”, in tedesco.

 

Sapere che quella sarebbe stata l’ultima notte ci porta a voler utilizzare fino all’ultimo minuto per stare in compagnia. Le risate non mancano ma nemmeno le promesse. Già io e Julian ci siamo promessi che se mai andrò in Germania lo devo chiamare e si va a bere birra(Anche se a me non piace) visto che io , qua in Italia, l’ho riempito per bene di vino. Non ti preoccupare Julian perché io cercherò di venire in tutti i modi il prima possibile, questa è una promessa.

Per i tedeschi è un po’ più difficile rimanere svegli fino a tardi per via che a loro, a differenza nostra, sarebbe toccato fare un lunghissimo viaggio in treno con molti cambi.

Mi faccio l’ultima bevuta e visto il mio stato per sbaglio torno al convento con il bicchiere del bar in mano.

 

Nella cucina del convento trovo Helena, Nick e altri alle prese con

 

la preparazione delle cose da mangiare durante il viaggio.

 

Notte tarda. Nonostante l’ora siamo fuori a fare le ultime chiacchiere, insieme, sotto il cielo stellato. Decido di ritirami nella mia stanza, visto l’ora e la stanchezza, saluto e auguro la buonanotte.

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