7 Agosto 2017 – La camminata

Sono sveglio!  mi metto le mie scarpe verdi  fluo da ginnastica, il mio cappello panama color nero e bianco (intonato con la mia maglietta e i miei pantaloni) e prendo  i miei occhiali da sole e sono pronto ..

Ovviamente prima ci vuole una bella colazione al bar.

Siamo in un bar carino a Pietrasanta ma un po’ piccolo, forse, per 24 persone.

Un thè caldo e una sfoglia alla ricotta, grazie.

Siamo prossimi alla partenza e mi viene dato, da mettere nello zaino, dello stracchino e delle carote, per tutti, da mangiare durante la camminata. Lo stracchino ? già proprio quello! Da portare con me in una lunga scampagnata sotto il sole. Vabbe, nel  caso qualcuno lo volesse, io ce l’ho. Basta chiedere.

Ci siamo, siamo pronti alla camminata. Ci hanno raggiunto le due guide, Galileo e il professore Bettini(un architetto e un professore della mia scuola). Ci raggiunge anche la professoressa Rebechi( professoressa di tedesco del mio istituto).

Sono previste 4 ore di camminata per andare da Pietrasanta a Sant’Anna di Stazzema a piedi.

È  caldo, molto caldo. È passata solo un’ora e io direi di iniziare a pensare alla prima sosta.

Sono passate quasi due ore e facciamo la prima pausa: carote, pan di stelle e fonzies !

Ci mettiamo subito in cammino, manca ancora tanto ! lasciatemi pure qui..

Siamo più o meno a metà del percorso, ci fermiamo nei pressi di un bar a Capriglia e abbiamo delle perdite. Purtroppo, delle persone, non si sono sentite molto bene e quindi verranno prese da una macchina e portate su.

Io sono ancora in piedi nonostante non sia una persona abituata a fare questo tipo di scampagnate. Ci fermiamo di nuovo, quando manca poco. Fonzies e arrosto della sera prima solo il mix perfetto per ricevere una carica di energia per affrontare l’ultimo parte del percorso. 

Ci imbattiamo in alcuni posti importanti per la storia di Sant’Anna. Posti percorsi  dalle truppe tedesche per arrivare a Sant’Anna.

Dopo 6 ore(invece che 4)  di camminata, 2 litri e mezzo di acqua, 5 carote, 2 pacchetti di fonzies , 4 fette di arrosto ci siamo, eccoci a Sant’Anna!

Che bello vedere tutto pronto per il pranzo! so che ho già mangiato tanto però ho sempre fame..

Siamo nella chiesa di Sant’Anna, sono commosso nell’ascoltare la testimonianza di Enio Mancini. Ci ha raccontato la sua storia e di come ha vissuto, lui, il 12 agosto del 1944, di come viveva prima e di cosa ha fatto dopo.

Museo di Sant’Anna di Stazzema. Qui Enio ha appena finito di raccontare la sua storia e ci hanno fatto un dono, una scultura che si ispira a una foto molto famosa: i bambini che giocano.

Posso scegliere per il ritorno: a piedi o in autobus?

A Piedi? No grazie, come se avessi accettato.. vado in autobus che è meglio.

È cena e il nostro caro Fabrizio questa sera si è davvero superato: gnocchi al salmone e panna..

Proprio quello che ci voleva dopo una giornata come questa!

Nonostante la stanchezza decido di uscire comunque. Andiamo a Pietrasanta a fare un giro.

La città nuova, ma ormai già vista, ci porta ad accusare un po’ di noia. Dopo un po’ decidiamo quindi di giocare a obbligo o verità.

Imbarazzante ma allo stesso tempo esilarante. La bottiglia gira e dopo pesanti obblighi inflitti, ideati da me, mi aspetto, al mio turno, una grande vendetta. Ma alla fine, a quanto pare, quello cattivo ero solo io. Mi obbligano ad andare in mezzo alla piazza e far finta di alzare un peso.  in mezzo alla piazza però trovo tutti quell’altri e quindi, quasi obbligato, mi fermo con loro a fare una tranquilla partitina di calcio in mezzo alla piazza.

E‘    tardi e domani bisogna svegliarci presto ma nonostante questo rimaniamo a giocare.

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