11 Agosto 2017 – La Fiaccolata

Mi sento in dovere di ringraziare un gruppetto di anziani che sta chiacchierando sotto la mia finestra. Grazie mille, sono solo le 6:30 di mattina e sono andato a letto alle 4:30. Ma tranquilli! anzi, se volete, vi porto volentieri qualcosa da bere o da mangiare.

sono in uno stato di semi-coscienza e sto cercando di trovare la voglia di alzarmi dal letto. Com’è che si dice:” la notte leoni e la mattina…  “

Ogni mattina è sempre più dura, vado a letto così tardi e mi sveglio così presto che, a volte, mi sembra di incontrarmi nella tragitto che va dal mio letto e arriva al bagno.

Come ormai stiamo facendo da molte mattine:colazione al bar.

Questa mattina siamo solo in 3 più Petra.. Alla fine, secondo me, se si continua così, a fare colazione ci andrà solo Petra.

Decido di cambiare: per me un caffè e una sfoglia, grazie.

Con così poche ore di sonno, per carburare, avrei bisogno di una tanica di caffè ma insomma, per ora, mi accontento di una tazzina.

 

Mi ritrovo con il mio workshop e ci dividiamo per l’ennesima volta i compiti. io vado con altre persone, non del mio gruppo, per provare a tirare giù due righe per il discorso di sabato.

È ora di pranzo e il menù prevede qualcosa di diverso: Pizza!

Aspettate un attimo questa non è pizza! Anzi, chiamare questa cosa pizza, risulta quasi essere un’offesa. Ma insomma, alla fine, la fame ha il sopravvento quindi mi accontento.

Tra un ora bisogna partire e Sara e Noura mi fanno il grande piacere di andare a stampare il mio discorso per stasera e, nel mentre,  io mi faccio la doccia. Solo che… rullo di tamburi.. il WI-FI del convento non funziona.

 

Panico ! corro su e giù per il convento con il computer e l’ipad in cerca di un modo per inviare a loro il mio discorso. Ma niente da fare: il WI-FI, sembra che non voglia proprio funzionare.

La partenza sempre più vicina, Sara e Noura che non sanno come fare, io che corro su e giù per il convento preso dal panico. Colpo di genio! Intanto mando il discorso su whatsapp a Sara cosicché loro possano riscriverlo e mentre loro lo stanno riscrivendo io faccio gli ultimi tentativi… ma niente da fare.

Ora c’è un altro problema però ! tra poco dobbiamo partire e, Sara e Noura, non sono ancora tornate. Ma alla fine è semplice: andiamo in macchina con Giulia.

Siamo a Sant’Anna e durante la merenda incontro una signora che si occupa di organizzare l’ordine in cui verranno letti i discorsi stasera. Con tutta tranquilla e con un po’ di sicurezza le faccio leggere il mio discorso( non per vantarmi ma penso di averlo fatto carino). E qui iniziano i problemi. Secondo lei, alcune parti del mio discorso, risultano essere un po’ fuori luogo e, così, mi elimina una bella parte di discorso. Non nascondo che ci sono rimasto un po’ male di questa cosa. Il mio discorso( che dopo aggiungerò)è una piccola riflessione su cosa è stato per me questo campo. È normale quindi che vi siano parti allegre.

 

 

Raggiungo al bar quell’altri e racconto loro l’accaduto.  Si rifiutano di questa cosa. Secondo loro dovrei leggere comunque il mio discorso. Io non so cosa fare, non sono mai stato alla fiaccolata e non vorrei offendere nessuno.

È sera e a Sant’Anna ci raggiungono anche quelli della camminata della pace. Persone che sono arrivate a piedi da Marzabotto fino a Sant’Anna.

Ci invitano a partecipare a uno spettacolo teatrale. Lo spettacolo è molto carino solo che, la mancanza di molte ore di sonno e la tanta stanchezza , mi portano ad accusare un po’ di sonnolenza. Accanto a me c’è Giulia e anche lei non riesce a stare li dentro.  Raggiungo Giulia fuori e ci sediamo al caldo dentro al bar. Ci raggiunge anche Irene e così decidiamo , per l’attesa, di prendere qualcosa da bere.

È ora di cena e siamo nel giardino di Enrico Pieri. Menù a base di pasta, grigliata

 

e insalata. Tutto buono cucinato dal nostro caro cuoco Fabrizio.

Il freddo regna sovrano ma fortunatamente Christina e Helena ci hanno portato delle cose prese al convento. Mi metto un asciugamano bianco sulle spalle per pararmi un po’ dal freddo.

È ora di andare, la fiaccolata sta per incominciare.

 

Silenzio, freddo e suono delle campane ci accompagnano durante la fiaccolata.

Nel silenzio la mia testa scoppiava di pensieri, non sapevo cosa fare. Lo leggo interamente il mio discorso o vado sul sicuro e leggo solo la parte che mi è stata consigliata dalla signora?

Siamo all’Ossario e raggiungo le altre persone che, come me, fanno un piccolo discorso o un piccolo intervento. Inizia a piovere e la signora ci  annuncia che se continua così sarebbe meglio interrompere i discorsi per tornare giù.

Il destino, penso. Alla fine smette e quindi, dopo che Petra mi ha fatto coraggio, decido di leggerlo interamente. Un po’ di emozione mi attraversa durante la lettura.

Mi scuso per il mio discorso e spero di non aver offeso nessuno.

Ritorniamo alla piazza principale in silenzio.

Siamo di ritorno al convento e, con Giulia alla guida, andiamo a fare un giro in macchina verso Forte Dei Marmi.

Stasera non ho le forze per uscire e, come me, nessuno è uscito. Per la prima volta riusciamo ad andare a “Letto presto”(era l’una passata). Anche perché, domani, bisogna svegliarci presto per andare il prima possibile a Sant’Anna.

DISCORSO:

Curiosità, collaborazione, stanchezza,  risate, sofferenza, empatia e pianti.

Ho pensato molto a cosa dire e ho deciso di raccontarvi, attraverso queste parole, della mia ultima settimana.

Per  me il campo della pace è tutto questo:

La Curiosità;

La curiosità di provare nuove avventure;

La curiosità di ritrovarsi con persone nuove e culture diverse;

La curiosità di scoprire, di arricchirsi e di imparare.

La collaborazione;

La collaborazione tra persone diverse, persone con gusti e stili di vita differenti;

La collaborazione per sviluppare i vari progetti;

La collaborazione per convivere nel miglior modo possibile

La stanchezza;

la stanchezza per le camminate e le sudate;

La stanchezza per le notti insonni passate in compagnia a ridere e scherzare;

La stanchezza per cercare di dare il meglio di noi per rendere questa esperienza unica nel suo genere.

Le risate;

Le risate insieme come una famiglia;

Le risate a colazione, pranzo e cena;

Le risate nei momenti giusti e quelle nei momenti meno opportuni;

Le risate di giorno quando tutti sono svegli e quelle di notte quando tutti stanno dormendo.

La sofferenza;

La sofferenza negli occhi di chi l’ha vissuta;

La sofferenza di chi ha perso tutto;

La sofferenza di chi non ha avuto giustizia.

L’empatia;

L’empatia nei confronti di chi quel giorno era li;

L’empatia per i testimoni;

L’empatia per le famiglie e per il paese di Sant’Anna;

I pianti;

i pianti di chi ci racconta la propria testimonianza;

i Pianti di chi ascolta le storie dei superstiti;

I pianti di chi, una volta in quei luoghi, ricorda le vicende accadute.

In questi giorni ho trovato dei nuovi amici, mi verrebbe quasi spontaneo dire di aver trovato una nuova famiglia.  Sono partito in modo insicuro perché questo progetto mi è stato presentato in modo poco chiaro e non avevo molte certezze. Poi però una volta li mi sono reso conto di quanto questo sia un progetto molto ben organizzato, interessante e unico.

Mi piange il cuore al pensiero che questo percorso sia quasi giunto al termine.  Questa esperienza la porterò con me per tutto il resto della mia vita e sono dell’idea che questo progetto debba andare avanti ogni anno.

Schreibe einen Kommentar

Deine E-Mail-Adresse wird nicht veröffentlicht. Erforderliche Felder sind mit * markiert.